Nome
Electric Blue Experience
Denominazione ufficiale della formazione attuale.
Electric Blue
Experience
Tributo Cranberries · Italia
Electric Blue Experience è una Cranberries tribute band italiana fondata a Torino nel 2026. La formazione attuale riunisce Michela Gallia, Orlando Barbuto, Elvis D’Elia e Giorgio Giardina. Giorgio ed Elvis portano nel progetto un’esperienza su questo repertorio iniziata nel 2018.
Risposta diretta
È un tributo italiano ai Cranberries con base a Torino, disponibile per club, festival, rassegne, piazze ed eventi in Italia e in Europa. Il concerto comprende i brani più riconoscibili — tra cui Dreams, Linger, Zombie, Ode to My Family e Animal Instinct — reinterpretati dalla formazione attuale.
Electric Blue Experience è il nome del progetto nato nel 2026. Il 2018 si riferisce esclusivamente all’inizio del lavoro di Giorgio Giardina ed Elvis D’Elia sul repertorio dei Cranberries.
Nome
Denominazione ufficiale della formazione attuale.
Categoria
Tributo indipendente dedicato alla musica dei Cranberries.
Origine
Band fondata nel 2026 e attiva in Italia e in Europa.
Formazione
Voce, chitarre, basso e batteria.
Prova video
Il video mostra e identifica la formazione Electric Blue Experience mentre reinterpreta Animal Instinct dei Cranberries.
La band racconta il repertorio
Voce e chitarra
Una voce nuova davanti a canzoni che hanno già una voce impossibile da dimenticare.
Linger. Non necessariamente la prima che ho ascoltato, ma quella nella quale ho sentito qualcosa che mi apparteneva. Sembra semplice finché non provi davvero a entrarci dentro. Puoi cantarla in tanti modi senza romperla. È una cosa che mi affascina molto dei Cranberries: sotto melodie immediate c’è quasi sempre qualcosa che resta aperto.
Di enorme rispetto. E proprio per questo non voglio imitarla. Aveva una voce, un accento, un modo di attaccare le parole e di stare dentro alle melodie che erano soltanto suoi. Cercare di copiarla sarebbe anche poco interessante. Io devo riuscire a cantare quelle canzoni con la mia voce, senza far perdere loro ciò che le rende riconoscibili.
Perché alle prime prove non ho avuto la sensazione di essere “la cantante nuova”. C’erano quattro persone che stavano cercando un suono. Posso cantare, prendere la chitarra, proporre una soluzione, cambiare idea. Mi interessa molto di più questo che entrare in una parte già scritta.
Dreams. C’è un momento in cui parte e capisci immediatamente che la canzone non è più soltanto nostra. Il pubblico la riconosce quasi prima che inizi davvero. Mi piace quella specie di passaggio di proprietà.
Chitarra
Sul repertorio dei Cranberries dal 2018 e nessuna intenzione di suonare lo stesso concerto per sempre.
Perché non mi hanno ancora stancato. E dopo centinaia di esecuzioni non è una risposta banale. Se dovessi riprodurre ogni sera lo stesso arrangiamento, con gli stessi suoni e gli stessi gesti, avrei già smesso. Queste canzoni invece sopportano molto bene il fatto che tu le tocchi, purché tu sappia dove fermarti.
Daffodil Lament. Senza esitazioni. Non è il pezzo che una persona chiede per primo a una tribute band dei Cranberries, ma dentro ha quasi tutto quello che amo di loro: dinamica, tensione, spazio, chitarre e una costruzione che continua a cambiare. È un brano nel quale posso ancora perdermi mentre lo suono.
Che la canzone viene prima di noi. C’è un confine: Dreams deve restare Dreams, Zombie deve restare Zombie. Ma dentro quel confine non vedo perché dovremmo comportarci come quattro esecutori. Possiamo cambiare un suono, togliere qualcosa, allungare una parte, spostare una dinamica. Il rispetto non è fare una fotocopia.
Al punto in cui qualcuno venga a vederci non soltanto perché ama i Cranberries, ma perché vuole sentire come li facciamo noi. Suonare questa musica in Irlanda era già una cosa che anni fa sembrava quasi assurda. Adesso il passo successivo è costruire un’identità che abbia senso anche oltre la parola “tributo”.
Batteria
Poche parole, molto ascolto. E un percorso su questo repertorio iniziato nel 2018.
Che se pensi siano facili, li suoni male. Fergal Lawler non riempie i pezzi per dimostrare qualcosa. Fa stare in piedi la canzone. Il difficile è proprio lì: groove, dinamica, intenzione. Se sbagli quelle, puoi avere tutta la tecnica che vuoi e il pezzo non cammina.
Promises. Non devo pensarci molto. È fisico, ha spinta, e quando arriva nel punto giusto della scaletta cambia il motore del concerto.
La possibilità di alzare l’asticella. Non più note e non più volume: più precisione, più ascolto, più possibilità. Voglio poter proporre una cosa in prova e provarla davvero cinque minuti dopo. Se funziona resta, se non funziona si butta. Ma almeno possiamo farlo.
Ascolta. Sembra poco, invece è quasi tutto. Se sul palco abbasso, gli altri se ne accorgono. Se cambio un accento, qualcuno risponde. Quando succede non hai quattro musicisti che eseguono lo stesso pezzo: hai una band.
Basso, chitarre e arrangiamenti
Con Giorgio ed Elvis aveva già condiviso dischi, studio, palchi e chilometri. Qui cambia il repertorio, non il linguaggio comune.
Nuovo sì. Sconosciuto no. Con Giorgio ed Elvis ho fatto dischi, prove infinite, concerti belli e concerti meno belli, viaggi e studio. So già quando uno dei due sta per cambiare qualcosa prima ancora che lo faccia. La parte nuova è stata mettere quella sintonia dentro canzoni che non avevamo scritto noi.
Ridiculous Thoughts. Il basso non deve fare acrobazie, ma tiene in movimento tutto il pezzo. E poi ha quella ruvidità che spesso viene dimenticata quando si pensa ai Cranberries soltanto attraverso le ballad e i singoli più famosi.
Perché “io faccio questo e tu fai quello” è utile per montare un mobile, meno per arrangiare un concerto. Se un pezzo funziona meglio con una chitarra in più, prendo la chitarra. Se serve il basso, torno al basso. Lo strumento è una conseguenza dell’arrangiamento, non il contrario.
“Sono venuto per ascoltare i Cranberries e ho visto una band.” Mi basta. Anzi, probabilmente è esattamente il risultato che cerchiamo.
Una domanda sola, stavolta uguale per tutti
Quattro risposte diverse sono probabilmente il modo più semplice per spiegare Electric Blue Experience: una Cranberries tribute band fondata nel 2026 che non cerca quattro copie, ma quattro musicisti dentro le stesse canzoni.
Electric Blue Experience · Torino, dal 2026
Il tributo ai Cranberries, suonato come una band.